Tre bresciani ai campionati europei di poker

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Luca Cannella, Giuseppe Maggisano e Luigi Belleri partono stamattina alla volta di Praga. I tre bresciani, insieme al brianzolo Gabriel Iemmito, compongono la nazionale italiana di poker sportivo amatoriale che vola verso la Repubblica Ceca per conquistare il primo posto ai campionati europei. Il team vanta già un palmares di tutto rispetto, avendo ottenuto un secondo posto iridato nei recenti mondiali di Nottingham e, sempre in Inghilterra, un bronzo continentale. Cannella, capitano della formazione, racconta com'è nata la sua passione per il Texas Hold'em, la modalità di gioco che da qualche anno ha soppiantato il vecchio poker a cinque carte: «Tutto è cominciato per caso, la mia folgorazione è dovuta a una trasmissione televisiva in cui mi sono imbattuto nel 2006».

Il passo successivo sono state le prime, disputate online e l'approfondimento della tecnica, sviluppata frequentando forum specializzati. «La pratica è la miglior formazione», per ottenerla sono state necessarie moltissime ore trascorse davanti al computer, anche giocando tornei con puntate da un dollaro alla volta.

LA CONSAPEVOLEZZA delle proprie capacità ha dato la stura a una decisione drastica: «Vedendo che i miei introiti cominciavano a superare quelli di un lavoro normale, ho deciso di dedicarmi completamente alla mia nuova attività, avevo 21 anni, vivevo già da solo e miei genitori, riluttanti all'inizio, hanno finito per sostenere la mia scelta».

Sono molte le leggende che circondano il mondo del poker e che vanno sfatate: «E' un gioco dichiaratamente d'abilità, la componente fortuna è minimizzata sul lungo periodo - spiega il ventottenne di Lamarmora - nei tornei tutti partono alla pari, versando la medesima quota di ingresso che non è mai integrabile successivamente, rovinarsi economicamente è un'ipotesi remota, più cinematografica che reale». Chi si dedica professionalmente alle carte «deve stare davanti a un monitor dalle 6 alle 8 ore al giorno, giostrando contemporaneamente su un elevato numero di tavoli, fino a 12». Non c'è solo la sfida virtuale, la più appetibile perché «al computer puoi scegliere orario e tipo di torneo e non si hanno spese di trasferimento».

Il confronto dal vivo resiste, qualche volta nei circoli, di solito in uno dei 4 casinò italiani, unici luoghi non soggetti a limitazione dalle norme vigenti in Italia: «Il mio primo successo live risale al 2008, mi aggiudicai 1.500 sterline, mentre la posta più alta che mi sono intascata è stata di 11 mila euro, durante una competizione online». Un torneo con giocatori in carne e ossa può essere massacrante, può durare tre giorni con sessioni quotidiane da 12 ore ciascuna, «occorre essere lucidi e in buona forma fisica, solo nei film si vede gente tracannare whisky in stanze fumose per tutta la notte».

Per un pokerista la terra promessa rimane Las Vegas, «lì si gioca senza smettere mai, ce n'è per tutti i gusti e per tutte le tasche, a me è capitato, durante un torneo con 200 dollari d'iscrizione, di avere in parte a me Greg Raymer, campione mondiale nel 2004». A Fossilman (il suo soprannome) il trionfo fruttò 5 milioni di dollari, a fronte dei 160 che investì per partecipare a un torneo minore che dava come primo premio l'accesso alle World Series.

«SOLO CHI RIESCE ad arrivare alla fase finale di un torneo, trova poi premi consistenti», dice Maggisano, 23 anni della Volta, giocatore a tempo pieno con notevole talento e un futuro promettente davanti a sé. Un risultato sfiorato tre volte nel 2013, in particolare a Campione d'Italia: «Ho mancato l'ultimo tavolo per pochissimo, eravamo 800 partecipanti, avevo versato 550 euro per giocare e sono tornato guadagnandone 2 mila ma con l'amaro in bocca, il primo premio era fissato in 100 mila euro».

Sta frequentando un corso a Milano per diventare croupier Belleri, trentaseienne residente al Violino, evidentemente restio, anche in futuro, ad abbandonare un ambiente che ama. A lui e agli altri del «Roombet Italy Team» (la squadra ha per la prima volta uno sponsor), superstiziosi come di prammatica sono i giocatori, l'unica formula benaugurante concessa è il classico «in bocca al lupo».

 

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